La Confraternita Oratorio di Santa Croce in Castelsardo è un'associazione di laici, la cui costituzione non ha data certa.
Infatti il documento più antico, custodito negli archivi della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, risale al 15 Agosto 1669, festa dell'Assunta, e riporta la decisione che la Confraternita stessa prende in quell'occasione di fronte a una controversia che la opponeva al Capitolo della Cattedrale, e quindi al massimo organo della Chiesa locale insieme al Vescovo.
Dal contenuto di questo documento è lecito supporre una sua vitalità e una presenza nel tessuto sociale del paese che può risalire a qualche secolo prima.

È interessante verificare, venendo a momenti più recenti, il fatto che in centoventi anni precisi, e cioè dal 1888 al 2008, siano iscritti nel registro dei Confratelli ben 818 persone.
Se nel verbale del 1669 compaiono 77 membri, si può dire che, al giorno d'oggi, il loro numero è di poco inferiore trovandosi iscritti nel glorioso registro circa 70 confratelli che frequentano abbastanza regolarmente l'istituzione.

La Confraternita, secondo le "Costituzioni" (Statuti) vigenti e le lodevoli consuetudini, è organizzata in questo modo:

  • l'Assemblea generale dei Confratelli che, su proposta dei membri del Consiglio, elegge ogni anno, il giorno del Corpus Domini, il nuovo Priore
  • il Consiglio composto da nove membri, di cui sette elettivi e due di diritto (il Priore e il vice-Priore, ultimo Priore scaduto) e viene eletto entro quindici giorni dalla data di elezione del Priore
  • il Consiglio nomina gli impiegati: l'amministratore degli affari economici che dura in carica tre anni, il sacrista, il segretario e i maestri dei novizi che durano in carica un anno.

Maggiori notizie, opinioni, interventi saranno di volta in volta di seguito riportati.

Dati i tempi, la parola “confraternita” non gode di buona stampa. La si associa volentieri all'idea di società segreta o di setta. Si pensa tra l'altro alle confraternite di obbedienza islamica (in effetti, più spesso non ortodosse in rapporto all'islam ufficiale), che si appellano generalmente al sufismo e praticano una religiosità immanente, spontanea e talvolta violenta. Si possono inoltre evocare le società dei marabutti dell'Africa occidentale che, tramite l'intermediazione di iniziati, ricorrono alla magia e si arrogano il diritto di influenzare il destino degli uomini “lanciando dei sortilegi”.

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